domenica 15 maggio 2011

Ehi... Qui siamo al top!!!

Eh si. Il video è un po' lunghetto, almeno sembrerebbe (15 minuti).
Però merita davvero.
Grazie a chi l'ha ideato e a chi l'ha dotato di sottotitoli in italiano (che non guastano mai).
NON PERDETEVELO!!!!



Nel testo la voce narrante dice di non essere un genitore.... peccato.
Io che lo sono, posso garantire che anche i miei figli guardano con serenità e fiducia alla scienza e sono certo che anche noi adulti dovremmo avere fiducia e serenità.
Siamo speciali anche senza religione, anzi ancora di più.
Tra le immagini che compaiono, alcuni avranno riconosciuto un film in bianco e nero che di tanto in tanto rivedo volentieri...anche se ho sempre pensato che le posizioni assunte fossero in parte troppo tolleranti nei confronti dei "credenti", magari dovute per stemperare censure o simili. Per chi non lo avesse ancora visto... lo raccomando per un paio di orette in simpatia.

Un Sorriso

lunedì 2 maggio 2011

Menzogne

La cosa più facile è essere smentiti.
Sulla storia di bin Laden ne abbiamo già sentite troppe.
Però non vedo intenzione di fare chiarezza.
Perché?

Primo Maggio a Roma



Da ascoltare, come sempre, con attenzione....

Forse in questo caso anche firmare una liberatoria "contro il referendum" potrebbe essere giustificato.

Un Sorriso

W la repubblica romana

Primo Maggio a Roma



Da ascoltare, come sempre, con attenzione....

Forse in questo caso anche firmare una liberatoria "contro il referendum" potrebbe essere giustificato.

Un Sorriso

W la repubblica romana

venerdì 1 aprile 2011

Decrescita: impronta ecologica vs. opportunità

Forse prima di giungere ai suicidi in qualche modo evocati nel post precedente, converrebbe soffermarsi sul concetto di necessità verso opportunità.

La domanda che vi pongo è abbastanza diretta:

"Siete disposti a consumare di meno(1) per cercare di contribuire alla permanenza della nostra presuntuosa specie su questo pianeta(2)"


Note :

1) meno terra, meno energia, meno stipendio, meno acqua... non significa suicidarsi ma forse cogliere consapevolezza dei bisogni reali rispetto al cogliere indistintamente tutte le opportunità (vedi bimbo che alla festa si ingurgita la totalità dei mignon che riesce ad arraffare)

2) Eh, si miei cari. Sono un drago sentimentale, e lasciare la pietra azzurra al momento mi peserebbe....

lunedì 28 marzo 2011

Decrescita felice

Chi l'ha detto che solo l'espansione possa rappresentare un modello positivo?

Viviamo in un mondo dove la prosperità viene misurata in incremento del PIL. Per chi non lo sapesse il PIL è quell'indicatore che cresce quando avviene un incidente stradale e si fanno riparare i danni ai veicoli e cala quando il principe sposa la sua cameriera e smette di pagargli lo stipendio. Scherzi a parte, il problema è di certo più ampio.

Non dobbiamo immaginare che la civiltà in cui viviamo sia l'unica esistente e che sia da sempre l'unica esistita o che automaticamente sia l'unica che continuerà, qualunque cosa accada, ad esistere. La storia dell'uomo è già colma di insuccessi e di civiltà che sono scomparse. Dalle più note a quelle studiate solo da storici ed addetti al settore.

Una delle principali cause della scomparsa delle civiltà umane è stata legata al sovra utilizzo delle risorse a disposizione. Per questo motivo, da ormai qualche anno sono un fautore del ripensamento dei nostri modelli "in particolare economici" affinché sia possibile cercare di evitare di essere causa della estinzione della civiltà cui appartengo.

I modi di ripensare i modelli di sviluppo possono essere tanti, spesso diversi sostanzialmente e talvolta persino in contraddizione, quello che però mi affascina di più, forse perché in controtendenza con il modo di fare di molti di quelli che mi circondano è il cosiddetto di "decrescita felice".

Ho scritto quello? Forse avrei dovuto parlare di "quel gruppo di modelli", perché poi anche in questa linea di pensiero le modalità e persino le finalità sono spesso diverse, ma probabilmente non è poi così importante. Quello che potremmo definire importante è il cosiddetto "punto di svolta".

Non ho la pretesa di esporre linee di pensiero la cui complessità supererebbe la mia capacità di sintesi per poterlo presentare in un solo post, ma vorrei che poteste riflettere su un concetto che sotto alcuni aspetti ha modificato assai la mia "filosofia di vita": meno è meglio!

In realtà in parecchi campi questo è già un sentire comune: dal controllo delle masse grasse (non sto facendo apologia dell'anoressia) alla preferenza accordata a piccoli gruppi per lo svolgimento di festicciole o alla dimensione del gruppo cui affidare il tentativo di risolvere problemi complessi.

Sostanzialmente mi limiterei ad entrare in argomento chiedendovi di riflettere sul numero di difficoltà cui vi piacerebbe imbattervi ogni mattino, dal conflitto per un parcheggio alla quantità di messaggi presenti sulla home della vostra email.

Il motto potrebbe essere semplificare, ma forse potremmo cominciare a definirlo come: ridurre!

Un Sorriso

P.S. So benissimo che esistono trattazioni sul web di argomenti analoghi, e non ho la pretesa di essere in proposito estremamente originale, ma la mia aspirazione sarebbe in proposito di mostrare dei punti di vista che magari meno stereotipati possano costituire stimolo ad una riflessione che in altri casi non sarebbe stata tentata....

martedì 22 marzo 2011

dualismi --> Dai non regge

Con il buon Davide si sta intavolando una discussione che mi sembra si stia espandendo.
Forse alcuni di questi temi meriterebbero di essere trattati in modo più dettagliato.
Segnalatemi quali vi sembra sia opportuno trattare qui.
Per il prequel recatevi in visita al post originale

--- qui riporto il mio ultimo commento:

Dai non regge!

1) se altri hanno fatte scelte sbagliate in passato cosa aiuterebbe continuarle noi? Se poi la tua idea è che la fine del mondo è ormai arrivata e non ci sia più niente da fare, allora lasciamo perdere.
2) avevo apprezzato la vignetta di "curiositas" perchè mi ha fatto venire in mente l'idea di migliaia di tecnici che dopo terremoto e tsunami si affannino per vedere il livello di sicurezza delle "strutture" ( e non centrali) fotovoltaiche o similari.
3) l'idea della "decrescita felice" mi appassiona da tempo. Essendo un fautore del concetto generalizzato di "ciclo di vita", ritengo che l'unico futuro davvero sostenibile sia con un umero di abitanti decisamente inferiore rispetto all'attuale. Riconosco che la questione sia complessa, ma le alterntive sono ridicole e fuorvianti.
4) L'economia, l'unica che conosco e riconosco, è una scienza umana (nel senso che gli appartenenti alla specie homo sapiens insipiens siano gli unici a praticarla). Come tale tenta di avvalersi di strumenti e come tale vi sono molti cialtroni che sostengono, come per tutte le altre scienze umane (dalla medicina alla geofisica) di usare metodi diversi che hanno però il triste merito di funzionare in modo consolatorio o giustificativo, ma mai predittivo. Come recita un detto affibbiato ad Einstein "mi occuperò di metereologia soltanto quando verrà chiamata metereonomia". Quindi parlare di altro che non sia "razionale" nel senso scientifico mi interessa soltanto al bar, tra l'esaltazione del gol di Del Piero e gli insulti al cardinale di turno che predica contro la procreazione assistita (a proposito ma se la chiamassimo maternità riusciremmo a toglierci un po' di pregiudizi ed intromissioni?)